Ippocrate per il DNA - Giorgio Fabretti
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Insomma – come acutamente osserva il Prof. Ferdinando Cappelletti nella presentazione, scritta dalla prospettiva del chirurgo – il libro ipotizza una terapia bioetica della specie Homo Sapiens, in cui diminuisca la percentuale di espedienti magici, arcaici, istintivi in favore di un approccio più “scienzetico”, più realistico-funzionale, con lo studio di ipotesi di sostituzione di pezzi di DNA, nella consapevolezza del chirurgo quando sa che ciò è necessario per togliere il dolore, riportare il paziente in salute, farlo sopravvivere come il malato vorrebbe.
GIORGIO FABRETTI. Laureato in Filosofia e Antropologia, ha continuato gli studi a Berkeley (USA) nel segno di un’Antropologia scientifica detta ‘post-darwiniana’. Per oltre 30 anni ha lavorato come docente, analista e giornalista, spesso in scenari di guerra (Vietnam, Cambogia, Afghanistan, ecc.). Gravemente ferito in missione (1990), si è dedicato all’insegnamento universitario e alla cura della Fondazione G. & R. Fabretti, che coltiva e perpetua gli ideali dell’Accademia di Scienze, Lettere ed Arti fondata dal suo antenato Raffaele Fabretti. È autore di radio-tv, di centinaia di articoli (ha collaborato a lungo con la RAI, Radio Radicale, Huffington Post) e di saggi sulla cultura scientifica. è stato influente consigliere geopolitico (analista con l’Icipec per la Camera dei Deputati). Ha pubblicato numerosissimi saggi, di cui gli ultimi dal titolo Antropocene, La selezione artificiale e Artifizi. Per un’ecostoria dell’Arte-Fatto.

