D’azzurro e piombo - Edith Dzieduszycka

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Da tempo la tua alta figura elegante e iconica di donna in poesia dardeggia nella Roma sensibile e non ci si sottrae facilmente ad un tuo appello all’attenzione. L’appello è giusto e la tua già vasta opera in versi testimonia un vivace bipolare bisogno di esistere: nel persistente e nell’aleatorio dell’illusione biologica
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Autrice tragica, con qualche sfumatura di noir (vedi gli affreschi-catastrofe “Ingranaggi” e “Senza scampo”) fai di una fastosa deprecazione una fede. E la tempesta e la quiete nell’essere, le tenebre e la luce con tutte le più indagate sfumature del loro confliggere vengono da te agitate.                       (Agostino Raff)

D’origine francese, Edith de Hody Dzieduszycka nasce a Strasburgo dove compie studi classici. Lavora per dodici anni al Consiglio d’Europa dedicandosi parallelamente a disegno, collage e poesia (un premio nel 1967 e presenza in varie antologie). Nel 1968 si trasferisce in Italia: prima a Firenze poi a Milano, dove si diploma all’Accademia Arti Applicate. Dal 1979 vive a Roma. Molte mostre in Italia e all’estero e pubblicazione di numerosi libri di poesia in italiano, alcuni bilingue, ballate, haiku, racconti, romanzi e curatele.

In copertina: fotografia di Edith Dzieduszycka
(serie Metalli/2003)

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D’azzurro e piombo - Edith Dzieduszycka

Da tempo la tua alta figura elegante e iconica di donna in poesia dardeggia nella Roma sensibile e non ci si sottrae facilmente ad un tuo appello all’attenzione. L’appello è giusto e la tua già vasta opera in versi testimonia un vivace bipolare bisogno di esistere: nel persistente e nell’aleatorio dell’illusione biologica

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