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Lo stupro e l'arte - Fufi Sonnino

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Riflessioni sulla violenza patriarcale rappresentata 
in alcuni Capolavori dell’Arte e riprodotta in modo opinabile nel logo 
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Molti capolavori dell’Arte sono ispirati a leggende o a racconti mitologici che narrano di inganni, violenze e stupri messi in atto da divinità maschili a danno di ninfe o ignare fanciulle. Per fare qualche esempio: Apollo e Dafne, Zeus e Europa, il ratto di Proserpina, Leda e il cigno e molte altre opere ancora.  Abbiamo cercato di richiamare l’attenzione sull’intento predatorio che l’opera narra e sulla nostra rimozione di ciò, cosa che spesso poniamo in atto a causa di alcuni schemi, paure, modelli e consuetudini patriarcali a cui siamo inconsapevolmente assuefatti.

l'autrice
Fufi Sonnino è nata nel 1940, nel pieno delle leggi razziali. 
Nel 1965, in Italia, l’omosessualità era ancora considerata malattia mentale e si dovette aspettare il 17 Maggio 1990 perché l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) cancellasse questa discriminazione.
Gli atteggiamenti contro le persone omosessuali erano tali da rendere ardua ogni costruzione di vita futura.
Nel 1966, Fufi andò a vivere ad Amsterdam lavorando alla FIAT. 
Entrò in contatto con il C.O.C.   (Cultuur en Ontspannings Cen-trum) Centro Culturale Omosessuale, sopravvissuto alla follia nazista ed allora rappresentato dalle figure di Jan de Groot e Benno Premsela, reduce quest’ultimo dai campi di sterminio. 
Nel 1967 torna a Roma, forte di questa esperienza e convinta che anche qui avrebbe potuto costruire il suo percorso.
I Movimenti del 1968 permisero, in Europa, nuove aperture e trasformazioni sociali. Fufi aderì al F.U.O.R.I (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) e, con Mariasilvia Spolato, nel 1972 entrò nel Movimento Femminista Romano di Via Pompeo Magno, componendo e cantando canzoni di lotta e partecipando negli anni successivi  a tutte le fondamentali battaglie femministe contro le ingiustizie subite dalle donne e contro i pregiudizi patriarcali, che ancora oggi sono radici di nequizie e violenze. 

 

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