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EURAMERICA - Giorgio Fabretti

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Secondo Giorgio Fabretti, le cose in comune tra Europa e America sono sufficienti e necessarie per un’Unione Atlantica. La tesi del suo Euramerica, quindi, è che i tempi del Villaggio Globale Ipertecnologico sono maturi per una nuova nazione ben oltre l’Unione Europea, cioè saltando direttamente agli Stati Uniti d’Euramerica.
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Scrive Antonio Di Bella nella sua nota introduttiva: «Questo saggio Euramerica ha il pregio, a mio parere, di andare coraggiosamente in controtendenza rispetto al clima attuale. La “mercuriale” presidenza Trump ha risvegliato in Italia e in Europa antiche diffidenze antiamericane. Sia a destra che a sinistra. 
I nostalgici del marxismo leninismo vedono nella Cina la nuova nazione-faro alla guida del cosiddetto “sud del mondo” (dimenticandone i contrasti e le contraddizioni). La destra vede nel nazionalismo russo alla Dugin il vessillo del conservatorismo mondiale fondato sui valori tradizionali (dio patria e famiglia), le stesse famiglie liberali e moderate europee esortano l’Europa ad emanciparsi dall’antico alleato americano. Il cosiddetto movimento “anticoloniale”, attivo anche all’interno degli stessi Stati Uniti, vede nella repubblica americana il peccato originale del colonialismo planetario unendosi alla difesa globale delle sue vittime, dai nativi americani, agli afroamericani, fino ai palestinesi di Gaza. 
Per questo ritengo sia da apprezzare il coraggio di andare in direzione opposta».ù

L'autore

GIORGIO FABRETTI. Laureato in Filosofia e Antropologia, ha continuato gli studi a Berkeley (USA) nel segno di un’Antropologia scientifica detta ‘post-darwiniana’. Per oltre 30 anni ha lavorato come docente, analista e giornalista, spesso in scenari di guerra (Vietnam, Cambogia, Afghanistan, ecc.). Gravemente ferito in missione (1990), si è dedicato all’insegnamento universitario e alla cura della Fondazione G. & R. Fabretti, che coltiva e perpetua gli ideali dell’Accademia di Scienze, Lettere ed Arti fondata dal suo antenato Raffaele Fabretti. È autore di radio-tv, di centinaia di articoli (ha collaborato a lungo con la RAI, Radio Radicale, Huffington Post) e di saggi sulla cultura scientifica. è stato influente consigliere geopolitico (analista con l’Icipec per la Camera dei Deputati). Ha pubblicato numerosissimi saggi, di cui gli ultimi dal titolo Antropocene, La selezione artificiale, Ippocrate per il DNA e Artifizi - Per un’ecostoria dell’Arte-Fatto.

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Secondo Giorgio Fabretti, le cose in comune tra Europa e America sono sufficienti e necessarie per un’Unione Atlantica. La tesi del suo Euramerica, quindi, è che i tempi del Villaggio Globale Ipertecnologico sono maturi per una nuova nazione ben oltre l’Unione Europea, cioè saltando direttamente agli Stati Uniti d’Euramerica.

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