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Figli del rock - Marilena Lualdi

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Il mio primo concerto fu uno squarcio nelle abitudini familiari; non lasciavano che mettessi piede in discoteca, figurarsi tra folle urlanti al cospetto di personaggi inquietanti che si dimenavano sul palco. Avevo sedici anni ed eseguii un paio di prove (diciamo anche una ventina) davanti al già citato specchio, per alzare il volume della voce e del coraggio. Infine, approdai davanti a mio padre, immerso nella lettura del giornale: “Voglio andare con gli amici al concerto dei Kiss in Svizzera”. (Dal testo)
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Il rock mi ha salvato dalla monotonia, dai conformismi e dalle persone aride. Fa bene Marilena a raccontare l’irriverenza del rock, fa bene Marilena a raccontarlo al sottoscritto che ha come sogno o forse, oramai, come rimpianto di non aver mai fatto una tournée con una band rock. Pensate ad accompagnare il tour dei Guns N’ Roses, oppure quel- lo dei Kiss o degli Ugly Kid Joe; non importa, oramai, sono solo sogni, ma nel rock è bello sognare. (Andrea Camesasca)


L'autrice
Marilena Lualdi, laureata in Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si è dedicata subito al giornalismo. Ma uno dei motori dichiarati della sua vita è sempre stata la musica, a partire da quella rock che spesso commenta e celebra nel suo blog.
Così Marilena, dopo aver reso omaggio alla sua esperienza di giornalista economista con il romanzo L’ultimo dei Fuasté (2024) e prima ancora alla natura con Chi ha bisogno di Willy (2020), ha voluto dire grazie alle band che ne hanno scandito la vita e che accompagnano i protagonisti di questa storia.   

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Il mio primo concerto fu uno squarcio nelle abitudini familiari; non lasciavano che mettessi piede in discoteca, figurarsi tra folle urlanti al cospetto di personaggi inquietanti che si dimenavano sul palco. Avevo sedici anni ed eseguii un paio di prove (diciamo anche una ventina) davanti al già citato specchio, per alzare il volume della voce e del coraggio. Infine, approdai davanti a mio padre, immerso nella lettura del giornale: “Voglio andare con gli amici al concerto dei Kiss in Svizzera”. (Dal testo)

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