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Terrorismo aereo e prevenzione

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Il libro
Questo libro rappresenta una nuova versione, a cavallo fral’aggiornamento e il rifacimento, di 11 SETTEMBRE - LENUOVE ROTTE DEL TERRORISMO AEREO, uscito nelfebbraio di quet’anno. Il successo del libro, testimoniato da tre ristampe in pochi mesi, ha fatto sorgere il bisogno di focalizzaremaggiormente gli aspetti sociali del terrorismo. Questo ampliamento dell’approccio è stato dettato anche dall’esigenzadi offrire, nel complesso scenario d’indagine sugli attentatiterroristici, un momento di approfondimento sui temi piùmisteriosi del terrorismo suicida e sulle sue motivazioni storico religiose. Questa è la ragione per cui la seconda edizione del libro si presenta anche con un nuovo titolo – TERRORISMOAEREO E PREVENZIONE - volutamente non più circoscritto all’attentato dell’11 settembre, anche se l’attacco alle Twin Towers, con il suo enorme carico distruttivo, ne segna ancora la struttura portante.

 

L'autore

Aldo Cagnoli, nato a Roma nel 1967, è pilota di linea attualmente impiegato su velivoli wide body-B 777. Laureato in sociologia, è iscritto all’albo pubblicisti giornalisti ed è autore di diversi articoli storico-politici e di attualità su temi legati soprattutto al terrorismo aereo.

 

Incipit

IL TERRORISMO SUICIDAIl Libro Verde della Commissione Europea del 2005 denuncia l’allarme suicidi nella comunità. I suicidi in Europa sono oltre 58.000 ogni anno, superiori ormai al numero delle vittime degli incidenti stradali. Depressione e disturbi del comportamento sono in aumento, ed in misura diversa ne soffre addirittura il 30% della popolazione tra i 18 ed i 65 anni.L’Italia, stavolta il dato è positivo, è agli ultimi posti in questa triste classifica: infatti, si passa dai 44 casi ogni 100.000 abitanti della Lituania, ai 6 casi dell’Italia per finire ai 4 della Grecia. La prima risposta del perché in Italia ed in Grecia queste percentuali siano più basse sembra correlata alla forza delle relazioni familiari. L’atteggiamento comunicativo di base degli italiani aiuta ad affrontare le difficoltà. Resistono ancora piccole comunità ed anche nuclei familiari che condividono, discutono e si “parlano”. C’è una sorta di innata disposizione all’apertura, allo scambio ed alla solidarietà.

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