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La parola magica, racconti di L. Pompeo

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Lorenzo ci mostra, sempre e dovunque, nelle pieghe della sua scrittura, l’orrore del mondo. E i suoi eroi sono sempre le persone della porta accanto. Individui costretti, loro malgrado, a vivere in un mondo incomprensibile, indecifrabile. Eventi minimi, ma sempre inintellegibili. Non l’assurdo nero di Kafka o la tragedia cosmica de Il deserto dei Tartari, quanto piuttosto lo spaesamento di un Beckett, se non fosse che la scrittura di Pompeo ha invece un andamento piano e razionale.
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“Il giorno seguente il ragazzo bussò alla porta della stanza occupata dal sottotenente. Non rispose nessuno. Aprì e non vide nessuno. Lasciò la colazione sul tavolo e se ne andò.” Così termina “Gli ultimi giorni del sottotenente Malfatti”. Con la sparizione del personaggio. 
Per quanto facciano, i protagonisti dei racconti di Lorenzo Pompeo, sono comunque sempre destinati alla non-esistenza, all’invisibilità. Pure se il percorso non ci risparmia, il più delle volte, avventure grottesche, episodi tragicomici, non si riesce a dissipare, in questi racconti, la loro disperazione di fondo. Il tutto però, contrappuntato da una straordinaria capacità dell’autore ad identificarsi, sempre e comunque, con una scrittura leggera, apparentemente disimpegnata, quasi come a dire “È così, ma non preoccupatevi più di tanto.”
(Stefano D’Angelo)


L'autore
Lorenzo Pompeo nato a Roma, Dottore di ricerca in Slavistica, traduttore letterario, ha collaborato con diverse case editrici (Newton Compton, Lantana, Fazi, Castelvecchi, Mondadori, A. Vallardi, Hoepli, Besa, Del Vecchio, Il Sirente, Elliot) con le quali ha pubblicato traduzioni di poesia, romanzi dal polacco e dall’ucraino, due vocabolari e una raccolta di fiabe. È autore della raccolta di racconti Auto-pseudo-bio-grafo-mania (Ibiskos Editrice risolo, 2009), dei romanzi brevi In arte Johnny. Vita, morte e miracoli di Giovan Battista Cianfrusaglia (CIESSE, 2010) e Il grande libro dello scimmione (edizioni Ensemble, 2018). Alla sua prima silloge di poesie (Cemento armato di Santa Pazienza), uscita nel 2019, ha fatto seguito Amleto è morto. 

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Lorenzo ci mostra, sempre e dovunque, nelle pieghe della sua scrittura, l’orrore del mondo. E i suoi eroi sono sempre le persone della porta accanto. Individui costretti, loro malgrado, a vivere in un mondo incomprensibile, indecifrabile. Eventi minimi, ma sempre inintellegibili. Non l’assurdo nero di Kafka o la tragedia cosmica de Il deserto dei Tartari, quanto piuttosto lo spaesamento di un Beckett, se non fosse che la scrittura di Pompeo ha invece un andamento piano e razionale.

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