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Torna da me, di Damiana Guerra

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Vincitore per il Teatro del Premio  LA CLESSIDRA 2019!  c’è una coppia alla deriva, con un lui omosessuale, probabilmente carico di un vissuto infantile devastato dalle malsane cure materne. Sembra appunto una delle solite menate odierne politicamente corrette. Ma tutto  questo materiale viene redento e reso originale, fiammeggiante e inedito...
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Per la scrittura scenica essenziale, aggressiva e tagliente che riesce a trasformare un plot convenzionale in qualcosa di straniato e di notevole profondità. Il titolo stesso, Torna da me, ricompare nel corso della lettura come un boomerang che non ci è consentito afferrare.
Un uomo che tradiva sua moglie con un altro uomo dialoga con lei dopo averla uccisa. Dialogo a una voce o monologo a due voci? Lei, la coscienza, il tormento, il dolore, bussano sulla cassa del morto. 
L’autrice Damiana Guerra rivela ottima padronanza dei meccanismi dialogici teatrali. Le rivelazioni vengono ben scandite e le tensioni sceniche sono ben articolate. Intensa e a tratti destabilizzante, l’opera rilancia continuamente lo stesso gioco ma spingendolo sempre un poco più in là e inchiodando il lettore/spettatore.


L'autrice

Damiana Guerra, nata il 15 ottobre 1981, si avvicina precocemente al mondo della scrittura e ne rimane affascinata: a sedici anni vince il suo primo concorso letterario, iniziando una lunga collaborazione con la rivista online “Kult Underground” che ne ha pubblicato  regolarmente  i  racconti.  Inizia  a  studiare  teatro  con  il maestro Gian Luca Righetti dei Teatri dell’Era per poi, nel 2012, iniziare un percorso con il maestro Claudio Calafiore della compagnia Faber Artis del Teatro Nero di Modena. È proprio Faber Artis a met-
tere in scena tre delle sue opere (a ottobre 2012 “Germinga”, omaggio a Hervé Guibert, morto a soli 36 anni di Aids; a febbraio 2014 “Nella cattiva sorte”, liberamente tratto dalla storia della modenese Giulia Galiotto, vittima di femminicidio; a luglio 2015 “Bancomàt”, all’interno della rassegna di teatro comico “Corti d’estate” del Teatro Nero). Attualmente collabora con la compagnia Nogu Teatro di Roma (la cui collaborazione nasce con la rappresentazione del suo “Santificatemi”, all’interno del NopS Festival del maggio 2015). Grazie alla rivista Perlascena (www.perlascena.it) pubblica sulla rivista Krapp’s Last Post (http://www.klpteatro.it/perlascena-7-riattualizzare-i-classici)
“Ti  amerò  per  sempre”  e  “P.  Butterflies”  (http://www.klpteatro.it/perlascena-10-novita-sotto-lalbero). Sempre su Perlascena, pubblica “Espulsione spontanea del feto” (Perlascena nr. 9 – https://www.perlascena.it/2016/07/numero-9-giugno-2016). Il 15 febbraio 2019, a Teatrosophia di Roma, debutta “Eva”, tratto da “Il Diario di Eva” di M. Twain, con Ilaria Manocchio per Nogu Teatro. A marzo 2019 pubblica “Medea in tredici volte A per diciassette volta B” sulla collana di Drammaturgia contemporanea Scena muta di Edizioni Progetto Cultura, con la prefazione di Letizia Russo. Nel 2019 vince il premio teatrale La clessidra con “Torna da me”. A gennaio 2020, pubblica “Compleanno di un suicida” nel primo volume di “Corti – La scena nova”, edizione Alpes Italia. A marzo 2020, per la collana digitale di Drammaturgia Contemporanea “Opere da tre soldi”, pubblica “Ipotesi di una Medea” (https://www.operedatresoldi.net/ipotesi-di-una-medea-damiana-guerra-opere-da-tre-soldi/). Laureata in filosofia, ama il nero profondo, i gatti. E odia i dolci. Naturalmente.

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