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La trama di Aracne - M. Buongiorno

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La poetessa inizia il libro con la poesia intitolata “L’Origine”, il fiat che contiene l’«enigma», il mistero che custodisce la vicenda dell’esistere, e termina con le poesie “La doppia vita del Namaqualand” e “La rondine bianca”, dove lo stile diventa più disteso: siamo al termine del viaggio, l’autrice ha trovato la solennità della conciliazione.
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Il mito di Aracne racconta della sfida che una giovinetta lanciò ad Atena su chi fosse la migliore tessitrice. Aracne scelse come tema della sua tessitura gli amori degli dei, il suo lavoro era così perfetto ed iconico verso le astuzie usate dagli dei per raggiungere i propri fini che Atena si adirò, distrusse la tela e colpì Aracne con la sua spola, condannandola ad essere un ragno che tesse in eterno una tela pendente dal ramo di un albero. L’Aracne di Maria Buongiorno ci racconta l’Estraneo che noi siamo, con il quale siamo comandati a convivere per tutta l’esistenza, colui che fa irruzione nel frammezzo dell’esistere. La poetessa inizia il libro con la poesia intitolata “L’Origine”, il fiat che contiene l’«enigma», il mistero che custodisce la vicenda dell’esistere, e termina con le poesie “La doppia vita del Namaqualand” e “La rondine bianca”, dove lo stile diventa più disteso: siamo al termine del viaggio, l’autrice ha trovato la solennità della conciliazione. Sono poesie quasi epiche, dove la narrazione abbandona l’elegia, poesie che segnano la ripresa della speranza dopo il lungo viaggio invernale dell’esistenza. L’esilio e l’enigma hanno avuto termine, adesso l’Estraneo può finalmente riconoscersi e riconciliarsi con la soggettività. Se le poesie iniziali delineano lo scenario metafisico della soggettività impegnata nella propria autocostruzione, quelle finali sono un canto di speranza e di ripresa; dopo l’oscurità della notte il giorno si leva alto nel sole, la vita pur tuttavia continua, e con essa può riprendere Aracne a tessere la sua trama.

L'autrice
Maria Buongiorno nasce a Taranto e vive a Roma. La trama di Aracne è il suo primo libro di poesia. È coautrice dello spettacolo teatrale “Annodata Donna” andato in scena sulla scalinata di Piazza Iside a Roma (settembre 2016); ritorna al teatro con il monologo su Mata Hari “Occhio del giorno”, rappresentato al Teatro Petrolini di Roma (2019). È presidente dell’Associazione Culturale Calliope con la quale ha indetto, in collaborazione con Diego De Nadai, il Premio Internazionale di Poesia Principe Nicolò Boncompagni Ludovisi 2020-2021.

ISBN 9788833562926
PP. 96

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La poetessa inizia il libro con la poesia intitolata “L’Origine”, il fiat che contiene l’«enigma», il mistero che custodisce la vicenda dell’esistere, e termina con le poesie “La doppia vita del Namaqualand” e “La rondine bianca”, dove lo stile diventa più disteso: siamo al termine del viaggio, l’autrice ha trovato la solennità della conciliazione.

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