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Vivere, silloge di Roberto Piperno

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Roberto Piperno insegue il suo canto della durata, una durata senza tempo, un eterno presente, in cui cogliere sprazzi di luce, abbagli, minuterie.  Piperno prende per mano il lettore, lo accompagna nelle segrete stanze della vita scrivendo un poema sulle virtù benefiche del quotidiano. Un tempo si pensava che porre la questione del linguaggio fosse una cosa che riguardasse l’attivismo dell’autore
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La poesia di Roberto Piperno ha una voce alta, concentrata, profonda, la parola è essenziale, semplice, il verso apatico, il tono sommesso. La poesia di Piperno non è più né «innica» né «elegiaca», per usare le categorie continiane, ma un brusio interrotto da silenzi, da ricordi, da dubbi, il monologo di un uomo solitario. Ciò che resta è la «solitudine» di un uomo scampato per sorte alla retata dei nazisti al «Ghetto» di Roma nel 1943, la poesia diventa «testamento» spirituale, un documento sul quale incidere il dolore per una vita che sarebbe potuta essere migliore, e per tutto ciò che non è stato. Nelle parole di questo libro si può intravvedere in filigrana la storia degli ultimi decenni dell’Italia e il degrado di Roma, la città dove il poeta ha vissuto tutta la vita con dolore e passione.
Roberto Piperno insegue il suo canto della durata, una durata senza tempo, un eterno presente, in cui cogliere sprazzi di luce, abbagli, minuterie.  Piperno prende per mano il lettore, lo accompagna nelle segrete stanze della vita scrivendo un poema sulle virtù benefiche del quotidiano. Un tempo si pensava che porre la questione del linguaggio fosse una cosa che riguardasse l’attivismo dell’autore, il linguaggio era un corpo, erano dei «materiali» dove si poteva entrare a piacimento con gli strumenti chirurgici offerti gratis dalla nuova scolastica che era data dallo sperimentalismo; il linguaggio è per Piperno una pre-condizione che non postula nulla di condizionato, che postula il nulla prima di esso. 

L'autore
Roberto Piperno è nato e vive a Roma, è stato docente di lingua francese a Londra, di lingua inglese negli istituti superiori in Italia e successivamente dirigente del Dipartimento Cultura delle Provincia di Roma e consulente per gli interventi dell’Unione delle Province per progetti culturali su scala nazionale. Ha pubblicato sette libri di poesia (Frattali, Al tempo stesso, Sala d’Attesa, Esseri, Andare per giorni, Monitoraggio vitale, La porta del profondo). Ha partecipato a giurie per premi nazionali di poesia. Ha collaborato alle trasmissioni radiofoniche per rassegne di poesia e ricerche, in particolare per “Roma nella poesia del mondo” e alla pubblicazione della raccolta di poesie dal mondo “Sotto il cielo di Roma”. Da venti anni promotore e organizzatore dell’evento “L’Isola dei poeti” all’Isola Tiberina di Roma e dei cicli di incontri “Bibliopoesie” nelle biblioteche di Roma. Ha partecipato a rassegne internazionali di poesia a Gerusalemme, Belgrado, Malta, Kerala.


ISBN 9788833563022
104 pp.

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Vivere, silloge di Roberto Piperno

Roberto Piperno insegue il suo canto della durata, una durata senza tempo, un eterno presente, in cui cogliere sprazzi di luce, abbagli, minuterie.  Piperno prende per mano il lettore, lo accompagna nelle segrete stanze della vita scrivendo un poema sulle virtù benefiche del quotidiano. Un tempo si pensava che porre la questione del linguaggio fosse una cosa che riguardasse l’attivismo dell’autore

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