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L'etica ebraica nel mondo globalizzato

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Il libro

Il saggio di Luciano Ascoli mi ha colpito per tutte le cose che ho appena cercato di esprimere: in ogni conflitto è difficile essere giusti; in ogni conflitto, la giustizia, il diritto e la verità sono un faticoso sforzo di sintesi tra passioni diverse. Sempre opposte. Mai inconciliabili. Il discorso è politico. Coloro che, tra i popoli, credono nella realtà della Giustizia, a loro modo difendono l’idea che bisogna perseguire, senza compromessi, la verità. Anche se ogni essere umano ha la sua visione particolarissima della verità ed ha difficoltà a pensare alla verità degli altri esseri umani.

 

L'autore

Luciano Ascoli è nato a Venezia nel 1929. Dal 1953 risiede a Roma, dove ancora esercita la professione di avvocato civilista e giuslavorista. Pendolare a Venezia come Giudice di Pace fino al 2004, ha svolto anche attività di giornalista pubblicista per molti anni, collaborando con diverse testate (fra cui la Repubblica, l’Unità, Rinascita, Vie Nuove, Critica marxista. Ha costantemente seguito, anche come inviato, le vicende del conflitto arabo-palestinese-israeliano. Ha pubblicato Sinistra e questione ebraica (La Nuova Italia, Firenze), Tu vil Marrano e Alesià mon amour (Bardi Editore, Roma) e nel 2009, con Edizioni Progetto Cultura, Le avventure sentimentali di Border Line.

 

Incipit

LA PROFEZIA DI WOODY ALLEN

 

Quando Mosè si recò sul Monte Sinai disse agli ebrei che erano con lui che sarebbe tornato presto, dopo avere parlato con Dio. E partì.

Gli ebrei lo aspettarono a lungo.

Passò un mese e Mosè non si vedeva.

A quel punto gli ebrei dubitarono della sua parola e pensarono che Mosè si fosse dimenticato di loro. Ebbero anche qualche cattivo pensiero su di lui.

Cominciarono a divertirsi con giochi osceni, si accoppiarono liberamente, presero a bere e, infine, costruirono un bel vitello d’oro che adorarono come fosse il loro Dio.

Dopo quaranta giorni Mosè scese dalla montagna, con le Tavole dei Comandamenti di Dio, e li lesse agli ebrei perché se li ricordassero, diventando obbedienti.

Poi, essendo lui un Profeta e dimenticando uno dei comandamenti che Dio gli aveva dettato, profetizzò che molti secoli a venire ci sarebbe stato un altro ebreo che avrebbe trovato questo nuovo comandamento.

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