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La musa last minute

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Ha scritto Giuseppe Talia: «un pomeriggio del 1992 ho acceso una miccia ed ho fatto esplodere il Logos nelle Vocali Vissute»; e levocali sono esplose in una congestione di significanti e di significati disconnessi. Le parole sconnesse sono andate alla ricerca di unnuovo luogo da abitare, di una nuova patria delle parole. Una«nuova poesia» richiede sempre una nuova metafisica, una nuovapatria delle parole nella quale le parole possano albergare. 

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Ha scritto Giuseppe Talia: «un pomeriggio del 1992 ho acceso una miccia ed ho fatto esplodere il Logos nelle Vocali Vissute»; e levocali sono esplose in una congestione di significanti e di significati disconnessi. Le parole sconnesse sono andate alla ricerca di unnuovo luogo da abitare, di una nuova patria delle parole. Una«nuova poesia» richiede sempre una nuova metafisica, una nuovapatria delle parole nella quale le parole possano albergare. E questo cos’è se non pensare nei termini di una nuova metafisica? Senon pensare nei termini di una «nuova ontologia estetica»?Una volta preso atto di ciò, un poeta non può che dimorare pressola nuova «patria» delle sue parole. È quello che ha fatto Talia inquest’opera, ha disegnato la cornice della sua nuova patria linguistica,58 ritratti linguistici per altrettanti poeti italiani di oggi.

 

L'autore

Giuseppe Talìa (pseudonimo di Giuseppe Panetta) nasce in Calabria, aFerruzzano (RC), nel 1964. Vive a Firenze e lavora come Tutor supervisoredi tirocinio all’Università di Firenze, Dipartimento di Scienze dell’EducazionePrimaria. Pubblica le raccolte di poesie: Le Vocali Vissute, IbiskosEditrice, Empoli, 1999; Thalìa, Lepisma, Roma, 2008; Salumida, Paideia,Firenze, 2010. Presente in diverse antologie e riviste letterarie tra le quali siricordano I sentieri del Tempo Ostinato (Dieci poeti italiani in Polonia),Lepisma, Roma, 2011 e Come è finita la guerra di Troia non ricordo,Edizioni Progetto Cultura, Roma, 2016. È in corso di pubblicazione la sillogeThalìa per Xenos Books – Chelsea Editions Collaboration, California,U.S.A., con traduzioni di Nehemiah H. Brown.

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